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Saldo migratorio nei comuni italiani
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mercoledì 29 luglio 2009
Buck Owens e il Bakersfield Sound (I parte)
martedì 30 giugno 2009
mercoledì 29 aprile 2009
Country Legend: George Jones
Se provaste a chiedere ad un qualsiasi cantante Texano quali siano gli artisti a cui si è ispirato o comunque che hanno avuto un ruolo decisivo nella loro formazione artistica, siate pur certi che non potrà mancare il nome di George Jones. E questo anche se la musica dell’artista che vi trovate davanti possa sembrare parecchio distante da quell’honky tonk spontaneo e genuino che ha caratterizzato la carriera di una vera e propria leggenda vivente della Country Music.
George Glenn Jones nasce il 12 Settembre del 1931 a Saratoga, Texas. E come spesso accade in questi casi, la musica era di casa nella sua famiglia. Suo padre suonava infatti la chitarra mentre la mamma il piano, cosa che incoraggiò il piccolo George ad avvicinarsi precocemente alla musica. All’età di soli nove anni gli fu regalata una chitarra e non ci volle molto perché George imparasse a suonarla. Cominciò dapprima a suonare nelle funzioni in chiesa per poi passare, qualche anno più tardi, ad esibirsi nelle strade di Beaumont, dove nel frattempo si era trasferito con la sua famiglia.
E’ il 1947 quando comincia ad avere le sue prime esperienze con gruppi musicali e a familiarizzare con gli show radiofonici. Ed è proprio a questo periodo che risale il soprannome che lo accompagnerà per tutta la sua carriera, “the Possum”, dovuto alla supposta somiglianza con l’Opossum, marsupiale diffuso in Australia e America del Nord. (Se dovesse capitare di imbattermi in uno di questi animali, state pur certi che lo chiamerò George!). Dopo un matrimonio lampo durato soltanto un anno e dopo alcuni anni passati nei Marines, nel 1953 fa ritorno dalla guerra di Corea. Ricomincia pertanto la sua attività musicale suonando nei locali e nei club di tutta la zona sud-est del Texas. Questo contribuì a fargli guadagnare una discreta popolarità, ma soprattutto l’attenzione di H.W. "Pappy" Dailey, uno dei proprietari della Starday Records di Huston, Texas. Il suo primo singolo, un brano dal titolo "No Money in This Deal" risale ai primi mesi del 1954, ma passerà pressoché inosservato. Quell’anno uscirono altri tre singoli, ma per trovare il suo primo hit, il suo primo successo, dobbiamo arrivare all’estate del 1955, quando George Jones arriva inaspettatamente al quarto posto delle classifiche con il singolo “Why, Baby, Why”.
Gli anni successivi furono un susseguirsi di hit di successo. Ricordiamo nel 1956 "Just One More", "Yearning", "What Am I Worth", che gli permettono di raggiungere con regolarità la Top Ten dei dischi più venduti. E’ questo il periodo in cui George Jones, con lo pseudonimo di Thumper Jones, si cimenta anche per un breve periodo come cantante Rockabilly, senza però molta fortuna, sia dal punto di vista commerciale che da quello artistico. Nell’Agosto dello stesso anno entra a far parte del cast della Grand Ole Opry, ma questo non gli impedì di decidere di restare in Texas piuttosto che trasferirsi a Nashville.
Nel 1957 la Starday Records firma un accordo con la Mercury Records e i dischi di George Jones cominciarono ad apparire con la nuova etichetta. Dailey comincia a registrare George a Nashville, e il suo primo singolo per la nuova etichetta, "Don't Stop the Music", fu un altro hit che raggiunse ancora una volta la Top Ten. Ma fu nel 1959 che con "White Lightning", raggiunge il primo posto in classifica e lì vi resta per ben cinque settimane, seguito dalla ballata "Tender Years", brano che due anni dopo resterà per sette settimane in cima alla classifica.
Nel 1962 Dailey passa alla United Artists Records e porta con sè anche George Jones. Il suo primo disco per la nuova etichetta, "She Thinks I Still Care", sarà il terzo hit che raggiungerà il primo posto in classifica. E’ questo un periodo particolarmente felice per la sua carriera di musicista, impreziosita da successi come "We Must Have Been Out Of Our Minds" (duetto con Melba Montgomery, 1963), "The Race Is On" (1964), "Love Bug" (1965), "I'm a People" (1966), "Walk Through This World With Me" (1967), "When the Grass Grows Over Me" (1968) e "I'll Share My World With You" (1969).
Tra il 1965, anno in cui passa alla Musicor, la nuova etichetta di Dailey, e il 1970, riesce a piazzare ben 17 hit nelle Top Ten. Per darvi una idea della fertilità artistica di questo periodo, in cinque anni riuscì a registrare qualcosa come 300 brani con la Musicor, anche se inevitabilmente non sempre di livello accettabile.
George Jones era diventato uno degli artisti Country più acclamati di quel periodo. Il 1968 segna la fine del suo secondo matrimonio, e lo stesso anno incontra Tammy Wynette, una delle nuove cantanti più popolari della Country Music e che diventerà sua moglie l'anno seguente. E' questo il periodo in cui la tensione con il suo produttore storico Dailey è al culmine. La causa di ciò era il modo in cui la Musicor produceva la sua musica. George Jones ne era insoddisfatto e attribuiva a Dailey le maggiori colpe di ciò. La sua lunga collaborazione con Pappy Dailey era destinata a concludersi, cosa che avvenne inesorabilmente l’anno successivo.
Cominciò così a lavorare con Billy Sherrill, della Epic Records, produttore di Tammy. Con Sherril iniziò una collaborazione che cominciò ben presto a dare i suoi frutti, anche se ciò aveva significato un sostanziale cambiamento del suo modo di fare musica, del suo sound, ma soprattutto l’accettazione dei modi severi e rigorosi del suo nuovo produttore. In studio tutti dovevano obbedire ai suoi ordini, musicisti e cantanti compresi, l’esatto contrario dei modi accondiscendenti a cui era stato abituato negli anni passati con Dailey. "We Can Make It" (1971), il suo primo singolo per la Epic, fu comunque subito un successo seguito a breve da "Loving You Could Never Be Better", "The Ceremony" duetto con Tammy del 1972, "Once You've Had the Best" (1973), e "The Grand Tour" (1974).
E mentre il suo rapporto con Tammy diventava sempre più difficile, George Jones precipita nel periodo più buio della sua carriera, fatto di abuso di alcool, uso di droghe, ma anche di concerti saltati e di presunte percosse alla moglie. Tra separazioni e riconciliazioni, il loro rapporto durò fino al 1975. E’ quantomeno curioso il fatto che, nonostante il divorzio, i due continuarono a lavorare e registrare assieme. Ricordiamo i maggiori successi di quel periodo: "Golden Ring" del 1976, "Near You" con Tammy (1977), "Bartender's Blues" con James Taylor nel 1978. Nel 1979 non si presentò ad oltre cinquanta concerti, cosa che gli valse l’appellativo di “No-Show Jones”, tra le ire dei fans e lo scherno dei tabloid dell’epoca. George Jones fu costretto a ritirarsi in Alabama in una clinica per alcoolisti.
Il decennio successivo si apre sotto i migliori auspici. Nel 1980 si aggiudica un Grammy e un CMA Award con “He Stopped Loving Her Today”, seguito da "If Drinkin' Don't Kill Me Her Memory Will" e "Still Doin' Time" (1981) e da "Yesterday's Wine" con Merle Haggard (1982). Ma è solo nell’anno successivo che potrà dire di aver superato i suoi problemi di alcool e cocaina, grazie anche al sostegno e al costante aiuto della sua quarta moglie. Negli anni successivi, George Jones continua regolarmente ad essere presente con i suoi hit nelle Charts. Ricordiamo succesi come "I Always Get Lucky With You" e "We Didn't See A Thing" con Ray Charles (1983), "She's My Rock" (1984), "Who's Gonna Fill Her Shoes" (1985), "The One I Loved Back Then" (1986), "The Right Left Hand" (1987), "If I Could Bottle This Up" con Shelby Lynne (1988) e "One Woman Man" (1989), ultimo successo con l’etichetta Epic.
Nel frattempo le radio Country cominciarono a dare ampio risalto a nuovi artisti, e nelle Country Charts i brani di George Jones dovettero fare i conti con hits di artisti che rispondevano al nome di Randy Travis, Keith Whitley e Dwight Yoakam, tutti per ironia della sorte profondamente influenzati dalla musica di Jones. Ed è proprio con Randy Travis che resta memorabile un suo duetto "A Few Old Country Boys" datato 1990.
Nel 1991 passa alla MCA e l’anno successivo sarà quello della sua incoronazione nella Country Music Hall of Fame. In quegli anni porterà al successo brani come "You Couldn't Find The Picture" (1991), "I Don't Need Your Rockin' Chair" (1992) e "Never Bit a Bullet Like This" con Sammy Kershaw (1993). Dopo un delicato intervento al cuore, nel 1996 pubblica la sua autobiografia, “I Lived To Tell It All”.
Nel 1998 un grave incidente d’auto fa temere per la sua vita e cantanti Country di tutte le epoche, da Little Jimmy Dickens ad Alan Jackson, da Randy Travis a George Strait, da Sammy Kershaw a Billy Ray Cyrus manifestano tutta la loro vicinanza alla famiglia Jones. Le indagini appureranno poi che guidava ubriaco, una rivelazione sconvolgente per quanti ritenevano avesse superato i suoi problemi con l’alcool. Fatto sta che un nuovo George Jones si riaffaccia alla vita in seguito all’incidente. Non solo abbandona definitivamente la bottiglia ma smette di fumare e addirittura di bere caffè.
George Jones è oramai molto più che un consumato cantante Country. Gli eccessi della sua vita, i suoi amori, il suo naturale talento, la sua musica, hanno segnato ben 50 anni di storia della musica. (Consiglio vivamente il triplice Album “50 Years of Hits”, una raccolta dei successi più significativi a partire da “Why, Baby, Why” del 1955). E nonostante l’avvento di un nuovo modo di fare Country, in questi 50 anni non ha mai dimenticato le sue radici, diventando una pietra miliare vivente e una icona per la musica made in Texas, per generazioni di musicisti e per l’intera storia della Country Music.
lunedì 26 gennaio 2009
Una nuova frontiera nella diffusione elettronica dei dati
Le API stanno cambiando il modo di intendere il Web. Ovviamente non mi riferisco agli insetti a strisce gialle e nere che fanno il miele, bensì alle Application Programming Interfaces.
E' un piccolo esempio realizzato ormai più di un anno fa, ma sono certo che potrà dare una idea di quali potranno essere un giorno, sono sicuro non molto lontano, le nuove frontiere della diffusione elettronica dei dati.
giovedì 16 ottobre 2008
JQuery Corner
Interessante libreria per la generazione di box come quello nella figura seguente.
Innanzituttto va scaricata la libreria Jquery.corner.js daQUI. Nella stessa pagina potete vedere tutte le possibili opzioni e tutti i possibili box che è possibile generare.
Nell'header del vostro documento HTML va ovviamente caricata la libreria (Non dimenticate che JQuery Corner ha bisogno di JQuery....)
<script src=\"/your-path/jquery-1.2.3.js\" type=\"text/javascript\"></script>
<script src=\"/your-path/jquery.corner.js\" type=\"text/javascript\"></script>
Subito dopo possiamo procedere con la seguente porzione di codice.
<script type=\"text/javascript\">
$(function(){
$('.box01').corner();
$('.box02').corner("bevel");
});
</script>"
In sostanza, stiamo dicendo che i DIV di classe box1 verranno disegnati come box di tipo "round" (è il default)

mentre quelli con class=box2 verranno disegnati come box di tipo "bevel"

Da qualche parte, nel vostro file HTML avrete
<div class=box01>
....
</div>
<div class=box02>
....
</div>
mentre colore, dimensioni ecc dei box vengono "pilotati" da un foglio di stile CSS.
lunedì 15 settembre 2008
Country Legend: Conway Twitty
“Mr Dependable”, “The best Friend A Song Ever Had”, “The High Priest of Country Music”. Questi sono solo alcuni degli appellativi che Conway Twitty si è conquistato nell’arco della sua lunga carriera. Una carriera che lo ha portato a raggiungere un invidiabile primato che non ha eguali nella storia della musica popolare americana: è infatti l’unico musicista ad aver portato ben 55 brani al primo posto nelle classifiche degli Stati Uniti. Nemmeno Elvis Presley, Frank Sinatra o i Beatles erano riusciti a fare tanto.
La storia di Conway Twitty comincia a Friars Point, sulle rive del Mississippi, dove nasce il 1 Settembre del 1933 con il nome di Harold Lloyd Jenkins e dove già da piccolissimo ebbe i suoi primi approcci con la musica. Suo padre, che come mestiere pilotava uno di quei battelli per il trasporto di persone che solcavano il fiume, cominciò infatti ad insegnargli i primi accordi su una piccola chitarra quando aveva soltanto quattro anni. Ma fu da un loro vicino, un vecchio nero che Harold affettuosamente chiamava “zio Fred” che imparò a suonare e ad amare la musica. Da lui imparò a suonare il Blues, mentre passava ore sulla riva del fiume ad ascoltare l’eco dei cori Gospel che provenivano da una chiesa vicina. Buona parte del tempo la dedicava infine alla radio, affascinato dalla musica Country della Grand Ole Opry che veniva trasmessa ogni sabato sera.
Quando ebbe 12 anni la sua famiglia si trasferì a Helena, Arkansas. Fu lì che mise insieme la sua prima band, “The Phillips County Rambles” e in breve tempo riuscì a suonare ogni sabato mattina in una trasmissione della stazione radio locale. Era soltanto un hobby per lui, ma nel frattempo era anche un piccolo assaggio di quello che sarebbe accaduto negli anni a venire.
Nello stesso periodo Harold scopre il suo secondo grande amore: il baseball, che presto conquisterà un ruolo di primo piano nella sua vita tanto da fargli desiderare più di qualunque altra cosa al mondo diventare un giocatore di professione. Le cose sembravano andar bene, aveva da poco terminato la scuola superiore e la squadra di baseball dei Philadelphia Phillies si era fatta avanti offrendogli un contratto. Ma proprio in quel periodo fu chiamato alle armi per la guerra di Corea dei primi anni 50.
Nell’esercito ebbe la possibilità di continuare a suonare e formò un’altra band, “The Cimarron”, con cui cominciò a suonare anche un po’ di Rock’n’roll. Ancora non pensava che quella sarebbe potuta diventare una professione per lui. Ancora non credeva di poter diventare una star della musica, tant’è vero che in una delle interviste degli anni successivi affermò: “Io non ho mai avuto un sogno, io l’ho semplicemente vissuto”.
Al suo ritorno in patria rimase letteralmente folgorato quando ascoltò per la prima volta il brano di Elvis “Mistery Train”. Era il 1956 e tutta la nazione era stata travolta dalla musica e dal sound di Elvis Presley. Questo sound completamente nuovo e originale lo colpì così tanto da fargli decidere di dedicarsi completamente alla musica. Dirà in seguito a tal proposito: “Non pensavo potessi suonare lo stile di Elvis. Ho dovuto prendere una decisione, così ho gettato la mazza da baseball, ho preso la chitarra e non ho più guardato indietro”.
La cosa più ovvia da fare per un giovane musicista era quella di tentare di collaborare con
E come Elvis, Harold fu scritturato proprio da Sam Phillips, rimasto entusiasta della sua grande voce. Il suo contributo più significativo fu però solo da compositore con un brano rockabilly dal titolo “Rockhouse” che diventerà un successo minore di Roy Orbison.
La collaborazione con
Con
Fino al 1963 saranno numerose le sue apparizioni nelle parti alte delle classifiche Pop. Ricordiamo qui “The Story Of My Love”, praticamente simile al suo primo successo, e “Lonely Blue Boy”, riarrangiamento di un brano di Elvis del 1958 il cui titolo originale era “Danny” e che, in un primo momento, avrebbe dovuto far parte della colonna sonora del film “King Creole”, quarto film di Elvis con Walter Matthau e Carolyn Jones.
Da questo brano prese spunto per chiamare la sua band “The Lonely Blue Boys” prima di modificarne definitivamente il nome in “The Twitty Bird”. E a proposito di film, anche Conway ebbe la sua avventura nel mondo del cinema con tre “B-movies” dagli impegnativi titoli di “Platinum High School”, “College Confidential” e “Sex Kitten Go To College”.
Dopo “Lonely Blue Boy” seguirono altri hit importanti come “What Am I Living For?” o “Is A Blue Bird Blue” ma in ogni caso il suo successo come cantante di Rock’n’roll stava pian piano affievolendosi. Il suo ultimo singolo per
Così, dopo otto anni, 16 milioni di dischi venduti, tre dischi d’oro e dopo una breve collaborazione con
Suonare Country Music era qualcosa che da qualche tempo stava prendendo in considerazione, spinto anche dal fatto che Ray Price era riuscito ad entrare nelle Top Ten proprio con un brano Country che lui aveva scritto e che aveva intitolato “Walk Me To The Door”.
Un suo grande amico era Harlan Howard che lo spinse ad incontrare Owen Bradley, potente e leggendario produttore della Decca Records di Nashville.
E così nel Marzo 1966 Conway Twitty si affaccia per la prima volta nelle Country Chart con il brano “Guess My Eyes Were Bigger Than My Heart”, anche se per vederlo in testa alla classifica bisognerà aspettare fino al 1968 con “Next In Line”. Nei quattro anni successivi raggiungerà ancora il primo posto con ben otto hit, tra cui “I Love You More Today”,“To See An Angel Cry”, “Fifteen Years Ago” e “How Much More She Can Stand”.
Una nota a parte merita “Hello Darlin’”. Era il 1969 e Conway era piuttosto riluttante a registrare questa sua canzone scritta una dozzina d’anni prima. Bradley riuscì comunque a convincerlo che fosse un brano su cui valeva la pena lavorare, suggerendogli di non iniziare la canzone cantando bensì con un parlato della prima riga del testo.
“Hello Darlin’” sarà senza dubbio uno dei più grandi successi di Twitty, e le prime parole della canzone diventeranno una sorta di marchio, di firma, con cui aprirà ogni suo show.
Verso la fine del 1970 inizia una collaborazione e un sodalizio con Loretta Lynn che darà subito grosse soddisfazioni ad entrambi. Insieme vinceranno per ben quattro anni consecutivi, dal 1972 al 1974, il CMA Award come “Vocal Duo of the Year“ e saranno eletti “Top Vocal Duo” negli anni 1971, 1974, 1975, 1976 dalla Academy of Country Music. Infatti, fin dall’inizio si mostrarono una coppia artisticamente vincente. Il loro primo lavoro, “After The Fire is Gone” sarà subito un successo che permetterà ai due di vincere un Grammy Award come miglior performance vocale di gruppo. I dischi successivi furono altrettanti primi posti in classifica (“Lead Me On”, “Louisiana Woman, Mississippi Man”, “As Soon As I Hang Up The Phone” e “Feelins”) e prima della fine del decennio erano entrati per ben 14 volte nelle Top Ten. Tra i suoi successi “individuali” ricordiamo invece “You’ve Never Been This Far Before” meglio conosciuta come la canzone del “Boom Boom Boom” a causa del testo a sfondo sessuale piuttosto sfacciato. Sebbene per questo motivo molte radio si rifiutarono di trasmetterlo, il disco raggiungerà il vertice delle classifiche nel 1973.
Twitty aveva un grande talento non solo come autore e compositore, ma anche nel capire quali canzoni di altri autori sarebbero potute diventare hit di successo. Era convinto che il successo era fondamentalmente nello saper scegliere la giusta canzone. E questo spiega perché Conway dedicava mesi interi ad ascoltare centinaia di canzoni prima di entrare in studio per registrare un album.
Il successo ottenuto in quegli anni lo spinse a dedicarsi anche agli affari. Alla fine degli anni ’70 era diventato proprietario di una serie di agenzie di produzioni musicali: la “Hello Darlin’ Music”, la “Neverbreak Music”, la “Twitty Bird Music” e, assieme a Loretta Lynn, della “United Talent Agency”. E non si era dimenticato affatto del baseball, tant’è vero che era diventato uno dei co-proprietari dei Nashville Sounds, squadra di baseball della Southern League. I suoi affari sconfinavano anche nel campo bancario e in quello dei fast food, sebbene i suoi Twittyburger, una catena di ristoranti ‘drive-in’ non ottennero il successo sperato.
Nel frattempo aveva deciso di lasciare Oklahoma City per andare a vivere a Nashville. Era il periodo in cui con la sua band riusciva a tenere qualcosa come 200 show all’anno.
Nel 1979 Conway modifica la sua immagine cambiando pettinatura e tagliandosi le basette e lo stesso anno comincia a produrre da solo i propri dischi. Sono di questo periodo “Don’t Take It Away”, “I May Never Get To Heaven’” e “Tigh Fittin’ Jeans”.
Qualche anno dopo, precisamente nel 1982, interrompe momentaneamente il suo rapporto con
Il 1982 fu un anno importante anche per l’inaugurazione di Twitty City, un grande parco turistico a Hendersonville, Tennessee, proprio appena fuori Nashville. Twitty City era una attrazione pensata proprio per i fan di Country Music che continuamente raggiungevano Music City. E ciò che la rendeva unica nel suo genere era che la sua casa si trovava proprio all’interno del parco. In questo modo i suoi fan potevano incontrarlo facilmente per un autografo, per una foto o per scambiare con lui due chiacchiere. Conway dava infatti molta importanza a tutta quella gente che, diceva “Ha reso possibile tutto questo per me”.
Twitty ritorna alla Decca-MCA nel 1987 con due hit di successo: “Julia” e “I Want To Know You Before We Make Love”. Tre anni dopo con il singolo “Crazy in Love” raggiungerà per la 55ma e ultima volta il primo posto in classifica.
Nel 1993, dopo un concerto a Branson, Missouri, Conway improvvisamente si sentì male mentre stava ritornando a Nashville. Fu la sua seconda moglie Dee Henry che lo accompagnò di corsa al Cox Medical Centre South a Springfield dove il caso volle ci fosse anche Loretta Lynn che stava assistendo il marito ricoverato. Quando Conway morì dodici ore dopo il ricovero a causa di un aneurisma addominale, Loretta era lì con lui. Il suo ultimo album “Final Touches” uscirà subito dopo la sua scomparsa, un modo per salutare i suoi fan e tutto il mondo della musica. Un mondo questo che da sempre lo aveva stimato, considerandolo una delle persone più oneste e schiette di Nashville, un vero gentleman. Mi piace pensare che in quella circostanza tutta Music City si sia fermata un attimo e, rivolgendo lo sguardo al cielo, lo abbia salutato dicendo “Goodbye Darlin’!”.
domenica 31 agosto 2008
Foto Sub: Otranto I




mercoledì 4 giugno 2008
2008 CMA Music Festival

Si apre a Nashville, Tennessee domani, 5 Giugno 2008 il CMA Music Festival, la più importante Kermesse mondiale per quanto riguarda la musica Country. Saranno presenti tutti, ma proprio tutti i più grandi nomi. Qui l'elenco di chi ha confermato la propria partecipazione fino a questo momento:
Adam and the Couch Potatoes, Trace Adkins
Charlie Allen, Deborah Allen
, Bill Anderson, Keith Anderson, Katie Armiger
, Rodney Atkins
, The Band of Heathens
, Jeff Bates
,The Bellamy Brothers, John Berry, Bo Bice
,Bonnie Lou Bishop, Brittini Black
, Ash Bowers, Lee Brice
, Lane Brody
, Dean Brody, Brother Trouble
, Jason Brown
, T. Graham Brown
, Luke Bryan
, Laura Bryna
, Sonny Burgess
, Tracy Byrd, Carolina Rain, Jason Michael Carroll
, Carter's Chord
, Cash Creek, Troy Cassar-Daley, Katie Chance
, Mark Chesnutt
, Eric Church
, The Clark Brothers
, Will Clements, Stephen Cochran
, Austin Cody
, Dan Colehour
, Bucky Covington
., Cowboy Crush
, Cowboy Joe & The Babcocks
, Timothy Craig
, Crossin Dixon
, James Taylor Curtis
, Billy Ray Cyrus
, Justin David
, Star DeAzlan, Kassie DePaiva, Drew Davis Band
, Whitney Duncan
, Eli Young Band
, Emerson Drive
, Erika Jo, Sara Evans, Eve & Mare, Jace Everett
, Jessie Farrell, Shea Fisher, Flynnville Train
, Colt Ford
, Jimmy Fortune
, Ashley Gearing
, Billy Gilman
, Gloriana, Josh Gracin, Grand Bob, The Grascals
, Chris Gray, The Greencards
, Ben Gregg, Adam Gregory
, Bailey Grey, Jeff Griffith
, Andy Griggs, Dennie Hall
, Greg Hanna
, Jennifer Hanson
, Heartland
, Ty Herndon
, Faith Hill
, Hot Apple Pie, James House
, Randy Houser, Rick Huckaby
, Jedd Hughes, Sierra Hull
, Con Hunley
, Indian Rodeo, Jack Ingram, James Intveld
, Alan Jackson
, Emma Mae Jacob
, Jewel
, Buddy Jewell
, Sarah Johns
, Jamey Johnson
, Ben "Cooter" Jones
, Kat'Lee Jones, Jypsi, Sage Keffer
, Kid Fiddlers
, KingBilly
, Jimmy Kish the Flying Cowboy, La Familia, Lady Antebellum
, Miranda Lambert
, James LeBlanc, Zane Lewis
, Little Big Town
, Little Joe
, Little Nashville, LoCash Cowboys
, Lonestar, The Lost Trailers, Lucky Bucks
, Rockie Lynne, Raul Malo, Miko Marks
, Bobby Marquez
, Marshal Reign
, Daniel Lee Martin
, Jason Matthews, Cody McCarver, Jeremy McComb
, Neal McCoy
, Mindy McCready, Mel McDaniel, Richie McDonald
, Jason Meadows
, Jo Dee Messina, Augie Meyers
, Miss Lori, Chase Mitchell
., Montgomery Gentry, John Michael Montgomery, Justin Moore, Craig Morgan, Lorrie Morgan, Zak Morgan
, Cory Morrow
, Brooke Morton
, Mountain Heart
, Megan Mullins, Michael Martin Murphey
, The Murphy Band, Minnie Murphy, Mustang Creek
, David Nail, Heidi Newfield, Gary Nichols, Joe Nichols, The Oak Ridge Boys
, One Flew South
, Jamie O'Neal
, Todd O'Neill
, James Otto
, Jake Owen, Ashlee Page
, Noe Palma
, Rissi Palmer, Danielle Peck
, Michael Peterson
, Kellie Pickler
, Pro Kids Show (Tim Hannig), Jasmine Rae, Ruben Ramos
, Eddy Raven
, Johnny Reid, Reunionaires
, Charlie Rich Jr.
, Riders In The Sky
, Rio Grand, The Road Hammers, Julie Roberts
, Mica Roberts
, Kenny Rogers
, The Roys
, Shawna Russell
, Ryano
, Ray Scott
, Dennis Scott, Michael Scott
, Crystal Shawanda, Ashton Shepherd, Thom Shepherd
, Simply Barbara of Colorado, Damon Smith
, Daniel Smith
, Phil Stacey, SteelDrivers
, Jeffrey Steele
, John Stephan, Fisher Stevenson, Doug Stone, Sugarland
, Trent Summar
, Sunny Sweeney, Taylor Swift
, TelluRide
, The Hollow Trees
, Keni Thomas, Brandi Thornton
, Mel Tillis
, Aaron Tippin
, Rhonda Towns
, Trailer Choir
, Randy Travis
, Josh Turner
, Two Timers, , Dan Tyminiski, Carrie Underwood
Phil Vassar
Wim van de Vliert, Jenna von Oy
, Taylor Ware
, Jimmy Wayne
,Well Hungarians
, Emily West, Whiskey Falls
, Bryan White, Chuck Wicks, Rachel Williams
, Trent Willmon, Mark Wills
, Gretchen Wilson, Tommy Joe Wilson, The World's Greatest Fishing Band
, Darryl Worley, Michelle Wright
, The Wrights, Kyle Wyley
, Wynonna
, Billy Yates, Dwight Yoakam
, Chris Young, Zac Brown Band
, The Zinghoppers















